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  • Francesco Caracciolo ha ricevuto il Premio alla cultura nel 1985 e nel 1994, conferito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri

  • Ha ottenuto finanziamenti per la ricerca scientifica dal Ministero della Pubblica Istruzione e contributi dal Consiglio Nazionale delle Ricerche

  • È stato Forschungsstipendiat dell'Alexander von Humboldt Stiftung

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    Francesco Caracciolo ha insegnato Storia Moderna e, poi, Storia Economica in qualità di professore ordinario e ha diretto l'Istituto di Storia Economica e Sociale della Facoltà di Economia dell'Università di Messina.
    Francesco Caracciolo si è avvalso del riconoscimento del Ministero della Pubblica Istruzione e del Consiglio Nazionale delle Ricerche e anche con l'apporto dei loro contributi ha svolto attività scientifica in Italia e in diversi Paesi europei. Per anni ha condotto ricerche specialmente in Spagna, in particolare nell'Archivo General di Simancas, nella Repubblica Federale di Germania, presso l'Istituto di Storia Economica e Sociale della Facoltà di Economia dell'Università di Colonia, e in Inghilterra, nel British Museum di Londra e nella Bodleian Library di Oxford.
    Francesco Caracciolo è rimasto a lungo in Germania e ha continuato a svolgere il lavoro da tempo intrapreso e condotto, tra l'altro, nel Rheinisch-Westfalisches Wirtschafts Archiv di Köln, avendo avuto il sostegno dell'Alexander von Humboldt Stiftung e, in essa, la veste di Forschungsstipendiat. Ha approfondito temi, tra l'altro, sulla rivoluzione industriale nei Paesi europei second comers e negli Stati Uniti d'America, sulla crisi dell'Occidente e sul processo di industrializzazione in Renania.
    In Italia Francesco Caracciolo ha insegnato Storia Moderna e, poi, Storia Economica in qualità di professore ordinario.
    Francesco Caracciolo è andato intanto stendendo e pubblicando decine di saggi e di articoli su riviste scientifiche italiane ed estere, come "Nuova Rivista Storica", "Historische Zeitschrift", "Clio", "Quaderni Contemporanei", "Archivio Storico", "Rassegna di Cultura", "La Calabria", "Ricerche di Storia Sociale".
    Fornendo anche il proprio apporto scientifico in qualità di relatore, Francesco Caracciolo ha organizzato un convegno internazionale "Mezzogiorno e Italia nell'Europa del 1992", che si è tenuto nel 1991 e di cui ha curato gli atti pubblicati nel 1992. È stato relatore in numerosi altri convegni, come "Credito e sviluppo economico in Italia", "Quale mercato per quale Europa", "Terranova tra passato e presente". Ha trattato i temi più diversi nei suoi numerosi lavori, ultimi dei quali sono "Come muore una civiltà e come sta morendo la nostra" (2008, 2013), "Onorata società e società onorata, (ed. integrale)" (2009), Onorata società e società onorata (ed. ridotta)" (2009), "Mali estremi" (2010), "L'integrazione dell'arcipelago migratorio in Occidente" (2010, 2013), "La congiura antispagnola di Tommaso Campanella: delatori e persecutori" (2011), "Banditi, baroni viceré nel regno di Napoli in età moderna" (2011), "Banditismo nel Mezzogiorno d'Italia tra Rinascimento e Barocco" (2012), Fossa, imprenditoria e aumento della produzione nel seicento. Un caso indicativo (2012). continua a leggere


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    di FRANCESCO CARACCIOLO

     

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    • America and Europe tomorrow like Italy today
      by Francesco Caracciolo
      What happened in the Italian peninsula yesterday happens today and will happen tomorrow in some Western countries. In ancient times the hybrid and decadent Roman society generated the tolerant, chaotic, conflictual Italian society. From the second century B.C. Rome and the Italian Peninsula received millions of individuals from very different places in the then known world. They hosted them to be served and to burden them with the fatigue of work no longer borne by the natives. [...] continua a leggere
    • Amérique et Europe demain comme Italie aujourd’hui
      by Francesco Caracciolo
      Ce qui s'est passé hier dans la péninsule italienne se passe aujourd'hui et se passera demain dans de nombreux pays occidentaux. Dans les temps anciens, la société romaine hybride et décadente a généré la société italienne tolerante, chaotique et conflictuelle. Dès le IIe siècle av. J.-C., Rome et la péninsule italienne ont accueilli des millions d'individus venus d'endroits très différents du monde alors connu. Ils les hébergent pour être servis et supporter la fatigue du travail que ne tolèrent plus les indigènes. [...] continua a leggere
    • América y Europa mañana cómo Italia hoy
      by Francesco Caracciolo
      Lo que sucedió ayer en la península italiana sucede hoy y sucederá mañana en algunos países occidentales. En la antigüedad, la sociedad romana híbrida y decadente generó la sociedad italiana tolerante, caótica y conflictiva. Desde el siglo II a.C. Roma y la península italiana acogieron a millones de individuos de lugares muy diferentes del mundo entonces conocido. Los acogieron para ser servidos y cargarlos con la fatiga del trabajo que ya no soportan los autoctonos. [...] continua a leggere
    • America ed Europa domani come Italia oggi
      di Francesco Caracciolo
      Quel che è successo nella penisola italica ieri succede oggi e succederà domani in alquanti paesi occidentali. Nell’antichità la società romana ibrida e decadente generò la società italiana remissiva, caotica, conflittuale. Dal secondo secolo avanti Cristo Roma e la Penisola italica accolsero milioni di individui provenienti da luoghi diversissimi del mondo allora conosciuto. Li ospitarono  per farsi servire e per addossare a loro la fatica del lavoro non sopportata più dagli autoctoni. [...] continua a leggere
    • La difesa dei propri valori: diritto o peccato?
      L’Italia e l’Europa possono delegarla?

      di Francesco Caracciolo
      È bello e sublime salvare vite umane. È utile farlo e vantarsene, come ha fatto per anni il ministro dell’Interno Alfano e come hanno fatto e fanno altri membri del governo e rappresentanti delle istituzioni ottenendo il patrocinio del Pontefice, la totale approvazione di cardinali, il plauso degli ecclesiastici e il consenso delle anime pie e di politici e laici in carriera e in affari. È bello e sublime salvare dieci, cento, mille vite umane, accogliere i salvati o restituirli, in parte, alle loro famiglie e ai loro paesi. Ma se le vite da salvare sono decine e centinaia di migliaia di gente che [...] continua a leggere
    • La «sostituzione etnica».
      Pubblicisti, opinionisti, politici.
      di Francesco Caracciolo
      Un discorsetto del ministro dell’agricoltura del governo italiano fatto il 18 aprile 2023 solleva innumerevoli improperi e accuse. Non si può immaginare – egli spiega – che l’afflusso di immigrati possa colmare il vuoto che va crescendo per la carenza di nascite. Non si può, perché, se la diminuzione delle nascite continua e il numero degli immigrati aumenta, nei paesi come l’Italia, si giungerà alla «sostituzione etnica», cioè al prevalere culturale e numerico della popolazione immigrata sulla popolazione autoctona.
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    • La strage in mare
      di Francesco Caracciolo
      Un naufragio al largo della costa calabrese il 26 febbraio 2023 è stato disastroso. Oltre settanta persone di tutte le età perirono tra le onde alte a poche decine di metri dalla spiaggia di Cutro. Si salvarono giungendo a riva otto decine di persone. Come era avvenuto in occasione di altri simili catastrofici naufragi, in Italia e ovunque giunse la notizia, seguirono profondi sentimenti di dolore e di compassione per l’incomprensibile perdita di tante vite. Con il dolore, si diffuse pure il dubbio che il naufragio si sarebbe potuto evitare e le vite si sarebbero potute salvare. Si impose la necessità di cercare e trovare l’eventuale colpevole di tanta strage. [...]
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    • Onorata società e società onorata. Mafia. Camorra: 'Ndrangheta.
      di Francesco Caracciolo
      Quanto segue è tratto dal libro autopubblicato di FRANCESCO CARACCIOLO, Onorata società e società onorata. Mafia, camorra e ‘ndrangheta (pp. 547 e ss.), www.ilmiolibro.it

      L’onorata società, oltre ad essere un’associazione per delinquere rigidamente organizzata, ha scopi che confliggono con quelli dell’intera società e che la setta persegue con mezzi illeciti, violenti e letali. È un’associazione che non si poteva e non si può sradicare catturando e isolando alcuni capi. Per riuscirci, bisogna annientare le migliaia di cosche radicate e operanti nella massima parte dei centri abitati del Mezzogiorno. E si deve fare questo, perché è lì, in quelle migliaia di cosche, che risiedette sempre e risiede la forza e la capacità di agire dell’associazione. [...]
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    • La frana dal monte e le case abusive a valle.
      di Francesco Caracciolo
      Ormai, quasi ogni anno, in Italia, qua e là, disastrosi cataclismi sconvolgono il Paese e generano distruzione e morte. Ogni volta che ciò avviene dalla Sicilia al Trentino a causa di terremoti, alluvioni e frane, si scopre, anzi si riscopre, quello che si sa da sempre. Ogni volta, politici locali e nazionali, pubblicisti, opinionisti, benpensanti, si indignano. Tutti discettano sull’accaduto per cercare di scoprirne la causa e di denunziare la mancata possibilità di evitarne i disastrosi effetti. Si può dire che questi loro tentativi di scoprire colpe e colpevoli sono relativi a disastri vecchi, anzi antichi, di secoli. [...]
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    • Un equivoco della democrazia parlamentare contagiata dalla globalizzazione.
      di Francesco Caracciolo
      Negli Stati democratici il dibattito, la diversità di posizioni e di vedute, il contrasto anche radicale, il conflitto tra partiti e tra gruppi sono consuete e normali manifestazioni. Anche se non di rado vivaci e perfino caotiche, sono l’anima, la vita dei loro organi costituzionali e dell’intero sistema da molti ritenuto l’unico raccomandabile, il migliore dei sistemi e dei regimi esistenti nel mondo. Dal confronto, dalla diversità di proposte e di tesi spesso dogmatiche e sostenute talvolta con violenza, scaturiscono la soluzione di problemi, il superamento di situazioni difficili, la scelta della via da seguire. [...]
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    • Un precedente della disunione dell'Unione Europea.
      di Francesco Caracciolo
      Gli Stati dell’Unione europea del terzo decennio del Duemila continuano a somigliare agli Stati italiani del Quattrocento. Sono parte dell’Europa che forse l’ex segretario di Stato degli Stati Uniti d’America, Henry Kissinger, definiva «gigante economico, nano politico e verme militare». Nonostante l’Unione, che per molti aspetti si può dire solo formale, essi sono disuniti, agiscono ognuno per conto proprio badando spesso solo ai propri interessi anche in momenti critici e di pericolo. Ognuno di essi conduce la propria politica interna, estera, commerciale, militare e difensiva. Se si esclude il controllo che subiscono in qualche settore dell’economia e della finanza pubblica, essi sono pressoché indipendenti. [...]
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    • Mario Draghi e il parlamento italiano.
      di Francesco Caracciolo
      Il 13 febbraio 2021 il dottor Mario Draghi, ex governatore della Bce, sostituisce l’avvocato Giuseppe Conte alla guida del rinnovato governo italiano. La situazione economica e finanziaria del Paese è disastrosa, accresciuta a dismisura dalla dilagante pandemia virale. All’enorme debito pubblico si aggiungono i fallimenti di molte imprese, la notevole disoccupazione e la crescente povertà. L’unica via d’uscita a cui si guarda è l’apporto che potrà venire dal cospicuo aiuto finanziario promesso dall’Unione Europea. Ma la promessa è condizionata. [...]
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    • Il costo del benessere.
      di Francesco Caracciolo
      Frequenti e intense perturbazioni atmosferiche si susseguono nelle più diverse aree del pianeta producendo qua e là sconvolgimento e disastri. La scienza è disorientata, le tesi e le opinioni sono varie. Certo il caldo c’è, aumenta da decenni ed è destinato a progredire. Ma molti scienziati e studiosi del clima non ritengono che la causa del suo progresso sia da individuare nelle emissioni umane. [...]
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    • Cantastorie. Conoscitori dell'onorata società.
      di Francesco Caracciolo
      Molti contastorie, intenditori della criminalità organizzata, non difettano certo di una spiccata intelligenza. Questo loro pregio si rivela non di rado ed emerge specie quando si cimentano a scrivere libri. In essi riassumono il contenuto di relazioni, di dossier e di scritti di altri autori. Mettono così insieme opinioni e tesi altrui concordi o contrastanti. Non si preoccupano di connetterle con il risultato di nuove ricerche e di conclusioni a cui essi siano giunti.  Al contrario, presumono di essere riusciti a fare di un cocktail di elementi eterogenei e spesso contrastanti una propria scoperta, una propria originale e coerente invenzione. [...]
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    • A riveder le stelle.
      di Francesco Caracciolo
      L’idea dell’Italia e degli Italici l’hanno data gli antichi Romani con le loro conquiste. I popoli e le città da loro conquistati acquisirono lingua e costumi dei conquistatori. Quando alcuni di essi si ribellarono, come fecero Capua al tempo di Annibale e ancor prima gli Etruschi e i Celti, i ribelli furono riconquistati. In seguito, popoli e città, nonostante il diverso trattamento che avevano i loro abitanti da quello dei cittadini romani, chiesero con insistenza e ottennero nel tempo la cittadinanza romana per i loro abitanti. [...] continua a leggere
    • Progetti di riforme. Burocrazia, crescita e sviluppo.
      di Francesco Caracciolo
      È frequente occuparsi delle aree arretrate e della possibilità di promuoverne la crescita. È opinione diffusa che occorra mediante riforme e incentivi far superare al Mezzogiorno d’Italia lo svantaggio dell’insufficiente crescita ed eliminarne il persistente divario con altre regioni. A tal fine gli stessi opinionisti sostengono che un fondamentale e decisivo passo da fare sia l’eliminazione della politica dalla pubblica amministrazione, da enti vari, ospedali, università. [...] continua a leggere
    • Sopraffazione. Monopolisti, massoni, giornalisti, magistrati, politici.
      di Francesco Caracciolo
      Figlia del privilegio goduto de iure o de facto, la sopraffazione è antica quanto il Mondo. In natura essa si manifesta nelle forme e nei modi più diversi, sia nel regno minerale che in quello vegetale e in quello animale. Ovunque il maggiore e l’avvantaggiato sopraffa o divora il minore o lo svantaggiato. L’aria fredda spinge in su quella calda, le erbacce prevalgono sulle verdure, l’albero robusto incombe su quello esile, la bestia feroce e forte aggredisce e divora quella mansueta e debole.
      In natura la sopraffazione è universale. Nel genere umano essa [...] continua a leggere
    • Mutate condizioni sociali, Costituzione, convenzioni.
      di Francesco Caracciolo
      Nel parlamento italiano numerosi interventi di onorevoli del partito democratico (PD) si susseguirono il 22 luglio 2019. Più che discorsi documentati, essi furono violente arringhe di buonisti, umanitaristi e progressisti contro il decreto sicurezza bis emanato dal governo. Tutti i loquaci onorevoli che si sono cimentati nell’impresa contestarono il decreto, definendolo inutile, dannoso, antiumanitario, antidemocratico, assolutista e, anzi, dittatoriale. Con una requisitoria più tribunizia che parlamentare, tutti ripeterono [...] continua a leggere
    • La permanente conflittualità in Italia. Il morbo, atavico, organizzato, importato.
      di Francesco Caracciolo
      Il governo italiano (e non solo il governo) offre tra il 2018 e il 2019 uno spettacolo che non si è mai visto in nessun altro governo di nessun altro Paese del mondo. I contrasti, i continui litigi, le reciproche pesanti accuse, il persistente e crescente conflitto fra i suoi componenti rendono necessario cercarne le cause. [...] continua a leggere
    • Possibili effetti della rivoluzione tecnologica.
      di Francesco Caracciolo
      Nel corso della prima rivoluzione industriale l’introduzione delle macchine nel processo produttivo creò disoccupazione che poi fu riassorbita nonostante la moltiplicazione delle macchine. La celere crescita dell’industria andò riducendo l’importanza che avevano fino allora avuto gli altri due settori produttivi, specialmente quello agricolo. Si diffuse il timore che l’eccessiva crescita dell’industria e la conseguente perdita del primato dell’agricoltura potessero accrescere la diffusa miseria della popolazione. [...] continua a leggere
    • Immigrazione, promiscuità, disintegrazione.
      di Francesco Caracciolo
      A parte la Chiesa Cattolica con il suo universalismo e il suo paternalismo, non sono pochi in Italia che pretendono dal proprio Paese di “aprire le porte”, accogliere e ospitare. Pur sapendo che l’afflusso può essere di innumerevo li individui, eterogenei e inconciliabili tra loro e con gli ospiti, aperturisti e buonisti continuano a pretendere e a difendere la loro accoglienza e ospitalità. [...] continua a leggere
    • Immigrati e disoccupati.
      di Francesco Caracciolo
      Per dare un'idea del profondo mutamento demografco che si sta verificando nei Paesi occidentali, osserviamo quanto è avvenuto e sta avvenendo in uno solo di esso. [...] continua a leggere
    • Brigantaggio e rapporti sociali nel Mezzogiorno d’Italia prima e dopo l’Unità nazionale.
      di Francesco Caracciolo 
      È utile occuparsi del brigantaggio nel Sud d’Italia dopo l’Unità nel 1861 e della repressione cieca che ne fece il governo italiano partendo dall'esame del banditismo e della [...] continua a leggere
    • Onorata società e società onorata.
      di Francesco Caracciolo
      I fatti delittuosi e i rapporti di mafiosi, ‘ndranghetisti e camorristi con gestori delle istituzioni e con affaristi sono il contenuto di libri e di scritti talora di successo. [...] continua a leggere
    • Ius soli, accoglienza e convivenza.
      di Francesco Caracciolo
      Quanto avviene oggi in Italia e l’invasione che sta subendo il Paese rendono estremamente gravi e inaccettabili le inaudite proposte avanzate da membri delle istituzioni, come la ministra [...]. continua a leggere
    • L'integrazione dell'arcipelago migratorio in Occidente.
      di Francesco Caracciolo
      "... La promiscuità di tanti individui della più diversa provenienza e gli inconvenienti che provoca fanno nascere negli ospitanti il dubbio di trovarsi ancora [...]" continua a leggere
    • Integrazione - Ius soli.
      di Francesco Caracciolo
      L’applicazione del principio dello IUS SOLI, tanto caro a immigrati di ogni genere e razza, a politicanti e a prelati, sarebbe l’inizio della fine di quel [...] continua a leggere
    • Lo ius soli ovvero il diritto di chi nasce in Italia di essere cittadino italiano anche se figlio di genitori non italiani.
      di Francesco Caracciolo
      Il principio dello ius soli è applicato nei Paesi poco popolati e con grandi spazi vuoti ed estese terre incolte. Fino ai primi decenni del Novecento gli Stati [...] continua a leggere
    • Lo ius soli e i progetti e i comizi della ministra Kyenge.
      di Francesco Caracciolo
      Il 29 luglio 2013, a Cantù, la ministra dell’integrazione Kyenge interviene in consiglio comunale e, poi, alla festa del partito democratico. [...] continua a leggere
    • Legge vecchia e tempi nuovi. La Costituzione italiana e lo straniero.
      di Francesco Caracciolo
      Si è verificato oggi, 14 settembre 2013, l’ennesimo afflusso di immigrati. In 24 ore, circa 500 profughi e non, provenienti dalla Siria, sbarcarono sulle coste [...] continua a leggere



    Benestanti

     

    Rapporti sociali, politici e umani, e comportamenti incongruenti e inspiegabili scorrono nell’ottica di individui poco acculturati che formano la massima parte della popolazione. Persone realmente esistite e loro azioni realmente accadute, prototipe di infinite altre, si susseguono tratteggiate fedelmente. Azioni deleterie, aberranti e abominevoli, che di solito il pudore e la vergogna nascondono accuratamente, svelano l’imponderabile, malefica e diabolica natura dei loro autori, rimasti sempre occulti e non mai perseguiti. Tanto squallore e tanta turpitudine, destinati a restare sommersi, emergono mediante la contenenza gnomica e la radicata persuasione popolare romanzati alla meglio in questo libro.

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    Fattacci, loro fattori e fattorini

     

    «[…] Era notte. Uscì sul terrazzo. Osservò non lontana la distesa del mare che sembrava un enorme mantello nero ed era, qua e là, striata da parti meno scure e, alcune, luccicanti. Al termine della distesa brillava una miriade di luci che si stendeva su un lunghissimo litorale a lui consueto. L’aveva sempre osservato quello spettacolo e ne era sempre stato attratto. Alzò gli occhi al cielo e gli parve che gli innumerevoli puntini luminosi che lo costellavano fossero più brillanti del solito. Era una bella notte. “Chissà” pensò a questo punto “quanto altro dolore, oltre il mio, serpeggia sotto quella coltre di luci e si nasconde sotto questo immenso celeste splendore! […]».

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    Sud, debiti e gabelle
    Gravami potere e società nel Mezzogiorno in età moderna

    (4a edizione riveduta)

    All’inizio dell’età moderna nel Mezzogiorno aumenta la popolazione e con l’inflazione cresce il divario nella società. Insieme con la composizione sociale mutano i rapporti tra le classi. I ceti elevati si avvalgono del mutamento delle condizioni economiche. Il reddito di lavoro resta notevolmente indietro all’aumento del costo della vita mentre rendita e profitti crescono molto più dell’inflazione monetaria. Cresce il gravame fiscale e il prelievo si sposta in gran parte dai beni al consumo allo scopo di aumentare le entrate insufficienti di città e terre per tentare di colmare i loro cronici disavanzi e di estinguere i loro ingenti debiti. L’aumento e la diffusione delle imposte indirette sul consumo si verificano tanto nelle province quanto nella capitale del regno, insieme con la crescita del potere economico e sociale dell’aristocrazia feudale e cittadina. Il potere regio si va sempre più indebitando e indebolendo ma non abdica mai alle sue funzioni e al suo ruolo, non rinuncia mai a imporre la propria autorità e conserva un minimo di forze con cui cerca sempre di frenare i crescenti interessi di parte delle forze centrifughe prevalenti su quelli pubblici e dei ceti sociali più deboli. L’autore rende vivo un mondo di rapporti complesso e contraddittorio, fa giustizia di esagerazioni e opinioni preconcette e fa luce su uno dei più critici e interessanti periodi del passato del Mezzogiorno.

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    Napoli il Regno la Calabria
     

     

    Per sordidi motivi importanti fatti storici sono divenuti preda di falsità e oggetto di diatribe. Alla costruzione di schemi seguirono opposte posizioni sfociate, non di rado, in detrazioni, cavilli, acrobazie e plagi. Leggendo questo libro si può tuttavia capire che cosa è realmente avvenuto nell’economia e nella società del Mezzogiorno d’Italia in età moderna: tra l’altro, crescita o recessione?

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    La folle corsa

     

    Vuoi sapere che folle corsa ha fatto l'Italia accogliendo e ospitando fino a riempire le sue città e le sue contrade di immigrati di ogni provenienza, di diverse etnie e di decine di fedi religiose (20 a Milano)? Leggendo questo libro potrai scoprire che cosa si sarebbe potuto e dovuto fare e si potrebbe fare e non si è fatto e si è continuato a non fare. Potrai pure scoprire con quale leggerezza e superficialità e indifferenza si è giunti quasi al collasso.

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    Mezzogiorno moderno e capitalismo

     

    Secondo tesi prevalenti e molto accreditate l’economia del Mezzogiorno nel Seicento è in recessione e in una prolungata crisi che si manifesta nella diminuzione dell’esportazione, della produzione, del reddito e della ricchezza. Un’analisi accurata dei dati disponibili consente all’autore di questo libro di formulare una diversa ricostruzione dell’andamento economico e di giungere a conclusioni che contrastano con le tesi finora sostenute. Constata che nel corso del secolo si fa ricorso alla coltivazione di terre prima incolte e continuano a crescere la produzione e l’effettiva esportazione. Aumenta il reddito, ma la sua distribuzione non è equa e, nonostante ciò, non promuove che scarsi investimenti. Si traduce, al contrario, soprattutto nel tesoreggiamento e nell’enorme arricchimento dei detentori di capitale, di terra e di posizioni sociali privilegiate.

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    L'integrazione dell'arcipelago migratorio in Occidente.

     

    È possibile l’integrazione nella società occidentale di milioni di immigrati della più eterogenea estrazione e provenienza? Di quale integrazione parlano politici, intellettuali e umanitari? Si riferiscono a un’integrazione formale o sostanziale? Si può conseguire una minima integrazione mediante la conoscenza della lingua e delle leggi? Nei paesi occidentali, dalla Francia al Regno Unito, alla Germania, agli Stati Uniti, hanno avuto successo i progetti di integrazione, di assimilazione, l’egualitarismo, il multiculturalismo, il metodo pluralistico angloamericano e il metodo separatista tedesco? In questo libro l’autore risponde a queste e ad altre domande.

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    Cattiva stella

     

    “Caterina aveva appena compiuto sedici anni e da tempo si era fatta avvenente, quando un giorno accadde qualcosa che sconvolse le sue tranquille abitudini di vita. Nel negozio entrò un giovane che non si era mai visto prima. Forse era stato informato dell’avvenenza e della bellezza della ragazza ed era là per questo. O forse si era trovato per caso a passare e aveva avuto il desiderio di acquistare un po’ di carne di bue. Fatto sta che ordinò un taglio di filetto, attese che gli fosse detta la somma da pagare e porse un biglietto da venticinque lire. Nel 1924 era un biglietto che si vedeva raramente in circolazione, forse non si vedeva mai in quegli anni di deflazione o si usava solo nelle grosse contrattazioni. Caterina prese il biglietto e lo pose sul bancone ...” È rivissuta una complessa vicenda che si svolge nei primi decenni del novecento in alcune contrade del Mezzogiorno d’Italia. I fatti narrati e i personaggi rendono...

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    Fossa
     

     

    È analizzato un caso indicativo, uno dei tanti, di ciò che è avvenuto nel seicento in un feudo del Mezzogiorno d’Italia. Al contrario di quel che è stato sostenuto risulta che non ci fu rifeudalizzazione e diminuzione della produzione, ma ........

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    La congiura antispagnola di Tommaso Campanella: delatori e persecutori.

     

    «Il giovane [Giovanbattista Biblia] restava a Catanzaro e denunciava senza remore e senza titubanze un progetto di congiura contro il potere costituito, pur sapendo che quel potere sarebbe stato inesorabile e feroce nel reprimere i molti congiurati e concittadini che egli tradiva. Fece questo per denaro e per ottenere un titolo: per ricavare un utile che contrastava con lo scopo del programma che si era riproposto di realizzare poco tempo prima. È incomprensibile che egli abbia potuto fare questo [...]».

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    Canti

     

    I canti, in prevalenza di versi endecasillabi e settenari, hanno contenuti molto vari:dal nulla al cosmo, alla natura, all'uomo e ai suoi pregi e difetti.

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    Satire e poemetti

     

    Su individui e associati e su singolari aspetti del loro carattere e delle loro azioni in seno a istituzioni, partiti e conventicole.

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    Banditismo nel Mezzogiorno d'Italia tra Rinascimento e Barocco

     

    «Si può dire che la povertà e le altre cause oggettive siano state le minori e non sempre cause determinanti del banditismo e di ogni forma di violenza. E ciò si può constatare anche osservando che in molte società e in molti paesi c’è e ci fu povertà, e spesso molta povertà, ma non banditismo e violenza. Più che l’enorme divario tra le fortune di pochi ricchi e l’estremo bisogno di molti poveri furono la prevalente arbitraria condotta e la disinvolta violazione delle leggi che produssero disperazione, malessere sociale, reazione e ribellione. E l’arbitraria condotta non fu solo di pochi privilegiati, baroni e benestanti, ma fu anche di mercanti, di ufficiali e magistrati, i cui eccessi e la cui corruzione resero insopportabile l’esistenza di gran parte della popolazione, e degli stessi prevaricati e sopraffatti i quali, quando furono in condizione di reagire, prevaricarono e sopraffecero, a loro volta, i più deboli di loro.»

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    Come muore una civiltà e come sta morendo la nostra
     

     

    La migrazione di innumerevoli individui dai paesi arretrati sta assumendo il carattere di invasione e di silente occupazione dei paesi ricchi, che si fanno invadere e occupare per sostenere la crescita economica. I fatti rivelano che i paesi invasi riescono a conseguire crescita e progresso nell'immediato, ma con conseguenze che preludono a futuri risultati da dovere evitare correggendo la causa che li genera. Per scongiurare quanto gli stessi fatti e l'esperienza di vicende del passato fanno.

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    Il mancato decollo del Sud d'Italia

     

    «[…] Quanto diverso fu l’andamento dell’economia meridionale da quello di altri Paesi! L’espansione economica che si verificò nel Cinquecento e che, nonostante la diminuzione della popolazione, proseguì nel Seicento, non si tradusse in crescita economica e in sviluppo. […] Nonostante i mutamenti indotti, derivanti dall’emulazione, si restò alla produzione agraria e del semilavorato. L'enorme produzione di seta grezza e, poi, filata non divenne mai produzione tessile, tranne che in esigue quantità. Nonostante la lunga favorevole congiuntura estera, l'enorme impulso produttivo e il prodotto tanto richiesto dal mercato continuarono ad alimentare il lavoro e ad accrescere la struttura produttiva di altre aree e di altri Paesi. […]».

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    Banditi Baroni Vicerè nel Regno di Napoli in età moderna

     

    «Si può dire che la povertà e le altre cause oggettive siano state le minori e non sempre cause determinanti del banditismo e di ogni forma di violenza. E ciò si può constatare anche osservando che in molte società e in molti paesi c’è e ci fu povertà, e spesso molta povertà, ma non banditismo e violenza. Più che l’enorme divario tra le fortune di pochi ricchi e l’estremo bisogno di molti poveri furono la prevalente arbitraria condotta e la disinvolta violazione delle leggi che produssero disperazione, malessere sociale, reazione e ribellione. E l’arbitraria condotta non fu solo di pochi privilegiati, baroni e benestanti, ma fu anche di mercanti, di ufficiali e magistrati, i cui eccessi e la cui corruzione resero insopportabile l’esistenza di gran parte della popolazione, e degli stessi prevaricati e sopraffatti i quali, quando furono in condizione di reagire, prevaricarono e sopraffecero, a loro volta, i più deboli di loro.»

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    Mali estremi

     

    Perché nei Paesi avanzati dell'Occidente la popolazione attiva non riesce a sostenere la crescita economica? Perché si ricorre a tanti stranieri della più eterogenea provenienza per sopperire all'inspiegabile carenza di manodopera, creata da disoccupazione fittizia degli autoctoni e da denatalità? Perché politici e prelati raccomandano e predicano l'obbligo dell'accoglienza di nuovi venuti mentre i nativi occidentali mal sopportano la loro presenza e i loro comportamenti? Quali sono le cause dell'insostenibile stato di cose che si è creato, che si aggrava sempre più e che potrebbe sfociare nello sconvolgimento sociale, nel sovrappopolamento di angusti territori, nell'irreparabile trasformazione e nel crollo della società e della civiltà dell'Occidente? Che ruolo hanno gli eccessi, il malcostume e l'aberrazione sessuale? A queste e ad altre domande l'autore risponde in questo libro.

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    Fabio e la fine di un sogno

     

    Da Fabio e la fine di un sogno di Francesco Caracciolo, di 307 pagine, riportiamo il seguente stralcio che dà un'idea del contenuto: - Vedi, Fabio, — continuò a dire Maurizio — quanto ho cercato di spiegarti si può dire in poche parole [...]: «C'è una forza nella vita umana che, oppressa, si contrae ma resiste e si rafforza; se è lasciata libera, si snatura e deperisce.» [...] se non si eccede da una parte, si eccede dall'altra [ed] è difficile evitare l'eccesso e mantenere l'equilibrio con il giusto mezzo. [...] l'uomo non soffre solo perché subisce l'oppressione della tirannia di un [despota] o di più o meno occulti prevaricatori, ma anche perché egli stesso può farsi vittima del proprio libertinaggio.

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    Onorata società e società onorata

     

    L'associazione mafiosa è perseguita e talvolta duramente colpita, ma continua a sussistere, a resistere e a reclutare affiliati. Qual è la causa della sua vitalità e della sua capacità di resistenza e di aggressività? È stato insufficiente o male indirizzato lo sforzo fatto dalle istituzioni per debellarla? Per trovare la risposta a queste e ad altre domande del genere l'autore ha esaminato le origini, la crescita, la costituzione e il carattere dell'associazione fuorilegge e, non avendo trovato esaurienti spiegazioni, ha scavato in profondità, al di là di quel che di solito si osserva. Ha trovato nella società civile la fonte del reclutamento di tanti affiliati e la causa del radicamento di un'associazione tanto perniciosa, della sua vitalità e della sua capacità di reclutare e di sussistere nonostante tanti ostacoli e tanta persecuzione. VERSIONE INTEGRALE

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    Onorata società e società onorata

     

    L'associazione mafiosa è perseguita e talvolta duramente colpita, ma continua a sussistere, a resistere e a reclutare affiliati. Qual è la causa della sua vitalità e della sua capacità di resistenza e di aggressività? È stato insufficiente o male indirizzato lo sforzo fatto dalle istituzioni per debellarla? Per trovare la risposta a queste e ad altre domande del genere l'autore ha esaminato le origini, la crescita, la costituzione e il carattere dell'associazione fuorilegge e, non avendo trovato esaurienti spiegazioni, ha scavato in profondità, al di là di quel che di solito si osserva. Ha trovato nella società civile la fonte del reclutamento di tanti affiliati e la causa del radicamento di un'associazione tanto perniciosa, della sua vitalità e della sua capacità di reclutare e di sussistere nonostante tanti ostacoli e tanta persecuzione. VERSIONE RIDOTTA

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